Un Liberale e un Radical-chic al funerale di Marx

Premetto immediatamente che io, il Radical-chic, e lui, il Liberale, non siamo veramente andati al funerale di Marx. E non perché non ci saremmo andati (anche se forse il Liberale avrebbe disertato), quanto per un problema cronologico di un secolo abbondante. Potevamo però andare alla tomba di Marx, quello lo potevamo fare. E quello in effetti abbiamo fatto. Vi racconterò di un Liberale e un Radical-chic, della loro visita alla tomba di Marx a Londra. Di quello che hanno fatto prima, di quello che hanno fatto durante, di quello che hanno fatto dopo.

Ci saranno immagini e fotografie scattate degli stessi protagonisti, a dare il tempo della storia. Probabilmente mancheranno dettagli su nomi, luoghi, o in generale informazioni logistico-geografiche. Sì, mancheranno. Perché magari non me ne fregherà un cazzo di darli. Perché non è una guida turistica, e quelle maledette informazioni rendono il pezzo ciccione e pachidermico. In più vi avverto che potrebbe risultare frammentato, e che è tutto regolare cari lettori; perché le fotografie sono frammenti, quindi frammentiamo 'sta storia e non tergiversiamo.

Il bus li lascia nel parco che costeggia il cimitero di Marx, che li introduce, che li guida verso la tomba del Barbone. C'era una luce particolare quel giorno, il tramonto non era poi così distante, e c'era gente: giovani coppie hipsteriane con bambini e cani eccentrici, pochi turisti e Londra, che si spalmava all'orizzonte.

Mentre il parco era sotto l'effetto dell'autunno, loro presto sarebbero stati sotto l'effetto dell'hashish. Agli alberi cadevano le foglie, a loro sarebbero caduti i freni inibitori. Ad ognuno il suo, evviva la libertà illegale.

Poi, quel maledetto del Liberale ha scattato questa foto. Mi domando cosa faccia lì quell'anziano al palo. Perfettamente in posa per il Liberale. La bambina sta su un altro piano, mentre il vecchio, fuori fuoco, ride benevolo. Nel mezzo lui, il nostro Liberale, a scattare, arraffare, privatizzare il momento (alla faccia del Barbone!).

Poi gli è venuta voglia di girare uno spinello. Trovata una panchina appartata, avevano effettivamente soddisfatto la loro voglia. E così arriviamo alla seconda foto, dove si vede chiaramente un (il) Radical-chic che con due mani lavora la droga, per consegnarsi vivo alla fattanza. Il Liberale immortala il momento.

Poche parole. Giudicate, giudicate, giudicate. E poi però siate consci che al Radical-chic e al Liberale del vostro giudizio non gliene frega una beneamata.

Allora avevano iniziato a camminare felici per il parco. Erano passati accanto a una signora che passeggiava con un enorme cane, il quale, nobilmente, aveva piantato una fragorosa cagata. Anche qui il liberale aveva immortalato il momento, ma per rispetto della distinta creatura non sarà pubblicata (che diamine! Per lo meno dovremmo chiedere il permesso. A voi farebbe piacere essere fotografati mentre cagate e poi trovarvi la foto sul giornale?)

Era il momento di andare a trovare il comunista. Per entrare al cimitero bisognava sganciare 4 pound. Il Radical-chic non ci stava, esplicitava il suo dissenso, il suo (loro) non-senso.

«Guarda che Marx ha pagato per essere seppellito qui!» gli aveva prontamente detto la bigliettaia. «Sì questo non lo metto in dubbio. Ma pagare per andare a vedere dei morti mi sembra assurdo. Oltretutto gli stiamo facendo anche un favore ad andarlo a trovare. E non ci credo che a fine '800 o inizi '900 si pagasse l'ingresso di un cimitero, seppur privato» «No, no, ti sbagli. Si è sempre pagato».

Pagarono.
«Vada in culo la bigliettaia. Non ci credo che si pagasse anche 100 anni fa»

C'era poca luce oramai. Non avevano molto tempo. Il sole stava per staccare. Loro due ora parlavano poco. Entrambi stavano vivendo il loro stato, la loro esperienza, la loro macchina fotografica.

Il Radical-chic aveva poi scattato la foto qui sotto.
Foglie morte, secche, umide, sparse sopra la tomba di un morto. Il fuoco si perde tra i minerali del granito. La lapide in secondo piano rompe la geometria dello scatto.

Camminando fra le tombe, arrivano a quella di Carletto Marx (capiranno solo sulla via del ritorno, che la vera tomba, quella dove giace il corpo, non era quella. Loro si sono accontentati di quella monumentale).

Il pugno comunista. Il pugno liberale.
Un pugno indirizzato al comunista. Piena è la volontà del Liberale, deciso il suo istinto. Quel pugno perfettamente plastico, schematico, forte, fermo. Fermezza nel volto di Marx.

O forse il Liberale, comunista latente, esplicita la sua passione Marxiana. Passione che, in comune con quella di Cristo, ha il sangue, la sconfitta, la morte.

Quindi il Radical-chic. Un Radical-chic devastante, barbuto come Lui.

Cosa grida? Con chi ce l'ha quel Radical-chic del cazzo?

Il Radical: urlante, esplosivo, vivo.
Marx: muto, apatico, morto.

Andati via dalla tomba di Marx, avevano continuato a camminare. Avevano continuato a fare qualche foto, continuavano a parlare poco.
Il Radical aveva fotografato.

Una tomba così bianca, così fosforescente in un grigio mare tombale. Sola, ruba la scena. La cattura. Bastian contraria che risplende. Marx è quella tomba, i liberali sono le altre.

Marx è il bianco, che poi è diventato rosso.
Un rosso che era ideali, un rosso che è poi sfumato nel sangue e li è rimasto.

Un campanellaccio li aveva avvertiti che il cimitero stava per chiudere. La luce era sempre di meno e la loro visita a Marx terminata.

I due erano usciti, avevano così attraversato nuovamente il parco, e si accingevano a tornare indietro.

Poi una chiesa aveva attirato l'attenzione di entrambi.
«Entriamo?» gli aveva chiesto il Radical-chic.
«Ma sì, dai» gli aveva risposto il Liberale.

La chiesa era austera, grigia; ma la combinazione tra una debole illuminazione elettrica, la luce del crepuscolo che delicatamente offuscava tutto e un inquietante fattore (immortalato dal Liberale) rendevano il luogo perfetto. E buoni lettori, non è certamente raccomandabile la perfezione di un Liberale e di un Radical, ma ahimè sono loro i protagonisti di questa giornata.

La passione di Cristo correva lungo la navata della chiesa. Come dei sagomatori a teatro, quell'affaticata luce che veniva dall'esterno, grigia e stagionata, illuminava le scene della passione. In mezzo alla chiesa stava il particolare inquietante.

Da quando erano entrati in chiesa, e per i restanti 30 minuti, il fattore era rimasto lì, immobile e angosciante. Che cosa stava facendo? Perché ci stava una vecchina sulla sedia a rotella, volto coperto, che dava le spalle all'altare?

Arriviamo così all'ultima foto, scattata dal Liberale. Lontano dalla chiesa, dal cimitero, dalla fragorosa cagata del cane Hipsteriano, da Marx.

Si trovavano in un'altra zona di Londra.
Camminavano in una zona di capannoni industriali. «Ah libera', io piscio, 'spetta 'n'attimo» gli aveva detto il Radical. «Ma per dio, piscio pur'io».

Poi il liberale, pisello in mano e faccia stanca, si era accorto di un altro inquietante e quanto mai strano particolare.